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30th MSX Anniversary - Auguri MSX

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Stare in vacanza è bello ma spesso ti rendi conto del tempo che passa solo se a ricordartelo sono eventi particolari, come appunto questa occasione dalla quale non posso e non devo esimermi.

Proprio ieri 28/06/2013, si contano 30 anni esatti da quando il progetto dello standard informatico, nato dalla fusione tecnologica della ASCII Corporation Jap. guidata da Katsuhiko Nishi e la Microsoft di un giovanissimo Bill Gates, viene annunciato ufficialmente al mondo intero lo standard MSX, acronimo del cui significato ancora oggi vi è polemica, conosciuto per ora come Microsoft System Exchange, con lo scopo di abbattere ogni barriera informatica che legava il singolo computer al proprio sistema operativo e alla quale aderirono oltre 40 società hi-tech, tra cui nomi blasonati come Sony, Hitachi, Panasonic, Yamaha, la europea Philips e persino l'italiana Fenner.

La storia di questo sistema in Giappone ebbe tempi floridi, rappresentando per molti anni il sistema di riferimento sia per le attività office che per l'intrattenimento videoludico.

Le sue caratteristiche hardware non erano per nulla una novità, in quanto basate su configurazioni gia collaudate in sistemi come Coleco Adam, Sega SC3000, Spectravideo SVI318/328, dove a costi contenuti era possibile ottenere una macchina dalle prestazioni elevate e versatili.

Lo standard prevedeva che qualunque macchina venisse omologata sotto il logo MSX, fosse compatibile con le altre ivi appartenenti, con la possibilità di interfacciare persino periferiche e hadware esterno di altra produzione purché certificati MSX. Uno sistema quindi che avrebbe dovuto ideologicamente porre fine alle barriere di comunicazione che affliggevano qualsiasi nuovo progetto hardware.

Nei primi anni '80 in Europa, come molti sanno, il mercato era dominato da macchine come Zx Spectrum, Commodore 64 e Amstrad CPC, ma nessuna di queste potava comunicare con l'altra e quindi essere compatibili fra loro, quindi il concepimento dello standard MSX non era legato assolutamente all'azienda produttrice ma alla configurazione hardware di base certificata e uguale per tutti.

Volendo andare più sul tecnico ecco la configurazione base per lo standard MSX di prima generazione:

  • Processore: Zilog Z80A con frequenza di 3,58 MHz
  • ROM: 32 kB
  • BIOS (16 kB)
  • MSX BASIC V1.0 (16 kB)
  • RAM: da un minimo di 16 kB ad un massimo di 64 kB, e con opportune cartucce e software poteva gestire fino a 1 MB (in Europa vennero commercializzati solo modelli con 32, 48 e 64 kB di RAM)
  • Processore Video: Famiglia Texas Instruments TMS9918
  • Video RAM: 16 kB
  • Modalità testo: 32×24 caratteri
  • Risoluzione: 256×192 pixel a 16 colori scelti da una tavolozza di 16, con la limitazione che ogni linea orizzontale di 8 pixel poteva avere solo 2 colori.
  • Sprite: 32, 1 colore, massimo 4 per linea orizzontale
  • Chip sonoro: General Instruments AY-3-8910 (PSG)
  • 3 canali ad onda quadra + rumore bianco.
  • Inviluppo ADSR programmabile.
  • Tonalità selezionabile con una risoluzione di 12 bit.

Per chi se ne intende, la sola presenza dello Z80 della Zilog, rappresentava già una garanzia in quanto a prestazioni e flessibilità di programmazione.

Di certo la configurazione in se, presentata poi nel 1983, non di certo era all'avanguardia, ma garantiva la reperibilità assoluta della componentistica per chiunque abbia voluto aderire allo standard MSX e proporre il proprio sistema anche con alcune personalizzazioni, come ad esempio l'MSX Yamaha CX5M che montava un sintetizzatore audio con otto voci FM Stereo, parente strettissimo di quelli montati sulle tastiere elettroniche musicali Yamaha DX7, ma allo stesso tempo compatibile con il chip audio standard della General Instruments; successivamente poi la Yamaha aveva prodotto un modulo chiamato FB-01 che sottoforma di cartuccia, forniva a qualunque MSX lo stesso sintetizzatore audio montato sul CX5M.

Altre personalizzazioni avvenivano sul software interno, aggiungendo magari un elaboratore testi, oppure una agenda contatti o quant'altro. Addirittura alcuni modelli integravano una stampante nel case che affianca gia il word processor built-in software.

In Europa, territorio già colonizzato dagli home computer 8 bit anglo-americani, lo standard MSX arrivò in ritardo anche se di poco, ma abbastanza per non essere ben compreso a causa delle sue caratteristiche hardware non innovative seppur affidabili e dalle ottime prestazioni, per non parlare che poche erano le case che proposero i loro computer MSX, Philips più di tutte, seguite da Sony, JVC e Sanyo.

Le software house giapponesi come Konami SEGA, Compile, Techno, Namco e molte altre, poco ci misero a realizzare capolavori videoludici da rendere la softeca MSX nipponica vasta oltre ogni immaginazione, mentre in Europa, la poca conoscenza del sistema, condizionava i programmatori spesso a produrre titoli di bassa qualità, se non addirittura conversioni dirette da giochi per Zx Spectrum, con il quale ne condivide la CPU e le caratteristiche grafiche di base (quindi senza contare modalità multicolor e sprite hardware)

A poco tempo dalla prima pubblicazione dello standard MSX, ecco che la sua prima evoluzione viene proposta da una cerchia più selezionata di aziende high-tech: Philips, Sony, Sanyo, Samsung, Mitsubishi, Victor (a.k.a. JVC), National, Panasonic, Canon, Yamaha, le quali dovettero apportare al sistema alcune modifiche pur rimanendo nella compatibilità con la configurazione di prima generazione. Le modifiche erano una ROM più ampia dove perfezionare il sistema operativo e, in caso di presenza del floppy disk drive, integrare il Disk Basic, una RAM più grande a partire da 128K (alcuni modelli pero' rimasero a 64K senza quindi poter sfruttare il sistema come MSX2), ma soprattutto la sostituzione del chip grafico Texas Instruments TMS9918a con uno più performante della Yamaha, il V9938, che forniva risoluzioni fiino a 512 x 212 e una palette di colori fino a 512 tonalità, mentre le prestazioni audio rimasero le stesse.

Nasce così lo standard MSX 2, macchina più professionale dove Microsoft decide di svilupparvi un MSX Dos, molto simile e peraltro compatibile con l'MS-Dos adoperato per i PC; inoltre il sistema era in questo caso perfettamente compatibile con il C/PM 80, un sistema operativo a 8 bit per macchine basate su Z80 e che garantiva una biblioteca software senza limiti.

Altre due in seguito, furono le evoluzioni MSX, con la versione MSX 2+(plus) che aggiornava semplicemente il chip video montando il V9958 alposto del V9938, con prestazioni grafiche ancora più avanzate e una palette cromatica di 19268 colori adoperabili anche simultaneamente sullo schermo, fino a raggiungere poi l'apice dello standard basato questa volta però su processore a 16 bit, l'R800, una CPU "risc" retrocompatibile con lo Z80 e che forniva al sistema le massime prestazioni di calcolo ad una frequenza di 7 mhz circa, montando lo stesso integrato video dell'MSX2+, il V9958 e un nuovo formato audio della Panasonic basato su librerie OPL, chiamato MSX-Music, del tutto simile al sistema MIDI.

Non voglio dilungarmi su altro, riservandomi di recensire la storia MSX sulla testata di Re.BIT, ma rendendo omaggio alla categoria videoludica, ricordando che sullo standard MSX nascono sequel come Parodius, Gradius Saga, Metal Gear, Aleste, Ys, Eggerland, Bomberman e Puyo Puyo, titoli ovolutisi poi sia in sale arcade che su altri sistemi, ma che comunque devono il loro trampolino di lancio su un sistema che ancora oggi fa parlare di se e che grazie alle migliaia di comunità di appassionati in tutto il mondo, non potrà mai cedere il passo all'oblio.

Quindi grazie a Nishi e Gates per averci regalato il sistema home computing a 8 bit più espansivo e versatile del mondo.

Ancora Auguri per questi meravigliosi 30 anni passati insieme.

 

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