E se ne va anche LucasArt...

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Era già do molto tempo che la famosa software house gestita da Disney, navigava in cattive acque senza una bussola che le indicasse la via giusta da seguire, fino a che Disney ha deciso di ridurre all'osso la società ed assorbirne i pochi resti come naufraghi dopo una tempesta.

Una breve dichiarazione è quanto un comunicato stampa di Disney cerca di sopperire alle numerose polemiche alzate in questi giorni da comunità di gamers e retrogamers appartenenti a tutte le generazioni:

"Dopo aver valutato la nostra posizione nel mercato dei giochi, abbiamo deciso di spostare LucasArts da uno sviluppo interno di un modello di licenza, riducendo al minimo il rischio della società, ottenendo un più ampio portafoglio di qualità giochi di Star Wars", ha detto un rappresentante. "Come risultato di questo cambiamento, abbiamo avuto licenziamenti in tutta l'organizzazione. Siamo molto riconoscenti e orgogliosi delle squadre di talento che sono stati in via di sviluppo i nuovi titoli."

Di fatto, molte delle licenze restano ancora sotto gestione delle Disney, la quale ha ripartito il personale rimasto delle LucasArt, in due principali branche, ovvero un gruppo che si occupera della gestione delle predette licenze relativi a saghe di Star Wars e LEGO, mentre un team residuo di sviluppatori vengono mantenuti all'interno di Disney Interactive e di conseguenza trasferiti in altra sede.

Recentemente la LucasArt aveva sbalordito con una demo da collocare nella serie Star Wars denominata E 1313, progetto del quale non sembra esservi ulteriori comunicazioni di eventuali interruzioni.

Probabilmente pero' solo generazioni non più giovani ricordano la LuasArt non soltanto per aver curato la saga di Star Wars, Lego o Indiana Jones, ma per titoli dalle origini ben più remote; la prima pubblicazione videoludica fu BallBlazer e Rescue of Fractalus, sviluppati in primis per Atari 5200 per poi essere convertiti su altri sistemi.

Ancor di più i videogiocatori dalla metà anni '80 e inizi del '90, hanno raggiunto il massimo con saghe del calibro di X-Wing (sempre relativa a Star Wars), ma soprattutto per le sua strabilianti avventure grafiche come Manic Mansion e il suo seguito Zak McKracken and the Alien Mindbenders (1988), Indiana Jones e l'ultima crociata (1989), Loom (1990) e soprattutto il classico senza tempo The Secret of Monkey Island (1990), del quale ve ne fu una vera e propria saga fino a ben cinque capitoli, ancora Day of the Tentacle (1993), Sam & Max Hit the Road (1993) e Grim Fandango (1998).

La LucasArt ha collaborato anche con Electronic Arts e BioWare per la pubblicazione di titoli come Knights of the Old Republic e PHM Pegasus e Strike Fleet.

Per molti di noi delle generazioni passate, anche se alla realtà dei fatti una vera e propria estinzione amministrativa della società non è ancora avvenuta, resta comunque il fatto che un altro pilastro dell'evoluzione storica videoludica viene a mancare, proprio in un momento di estrema crisi che ha coinvolto lo sviluppo futuro di videogames, i quali tendono sempre più a riallacciare un filo conduttore con i successi del passato.

Magari un giorno leggeremo la notizia di una rinascita della LucasArt, chi lo sa...per ora non possiamo che ingoiare questo boccone amaro e ringraziare LucasArt per tutte le ore di divertimento che ci ha regalato in passato.

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