Tremate! Tremate! Le streghe son tornate...sul vostro Commodore 264!

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Certo! Tremate 8bittiani, perché le streghe son tornate, come non le vedete? Da dove provengono? Ma devo dirvi sempre tutto? Ok, va bene!

In realtà si tratta di una strega soltanto e per chi ha seguito le nostre pagine non è neanche la prima volta che la vede.

Si chiama Kate ed è tornata per una missione più impegnativa della scorsa Majesty of Sprites, sarà una nuova avventura nelle LANDS OF ZADOR!!

La caccia alle nove fate per poter tornare al proprio mondo si è da poco conclusa ma Kate ha dimostrato di non essere una strega qualsiasi e per questo gli viene affidata un'altra importante e pericolosa missione nell'antico impero di Zador, alla ricerca del diamante incantato, che aprirà di volta in volta il passaggio per tutti gli 8 settori, dove la nostra Kate, se la dovrà vedere con la solita raccolta di gemme e cuoricini, ma ancor peggio con strani folletti che infestano cielo e terra, che tenteranno di togliere energia vitale alla streghetta durante la sua missione. Per sopravvivere contro di essi è possibile eliminarli con calci in scivolata, saltandovi sulla testa, oppure colpendoli con proiettili magici che vengono regalati in determinate condizioni, ma sono in numero limitato, per cui è sempre buona cosa sfruttarli per bene.

La struttura del gioco è del tutto simile al secondo capitolo del suo predecessore, Majesty of Sprite, caratterizzato da fondali definiti e colorati in modo a dir poco artistico, mentre lo scrolling è quanto di meglio ci si poteva aspettare in un fondale multidirezionale e con un accenno di parallasse verticale creato sicuramente con la gestione della rasterline, tipica degli 8 bit di casa Commodore, dove anche la serie 264 mantiene la tradizione.

Lo sprite principale che rappresenta Kate, come quelli dei nemici, sono ben definiti, con ottime animazioni, nonostante siano composti da soli tre colori. Lo stile grafico e il design dei fondali, ricordano molto quelli di Turrican e fanno ben sperare in un eventuale porting del capolavoro Rainbow Arts.

Il gameplay è veloce e costante, nonostante alcuni accenni di rallentamento nei momento più affollati, garantendo comunque il massimo controllo della situazione.

Il team di realizzazione è leggermente ridotto rispetto al primo capitolo, ma all'avvio del gioco, possiamo deliziarci con le composizioni musicali del nostro amico ed italianissimo Luca Carrafiello, compositore musicale e programmatore, che del piccolo TED ne ha fatto la culla delle proprie fantasie artistiche digitali.

Un prodotto che ancora una volta lascerà a bocca aperta tutti gli scettici che non riescono ad associare alla serie 264 della Commodore, un settore videoludico di successo, mentre questo The Lands of Zador è la dimostrazione lampante che molto si è fatto e molto si farà ancora per avvicinare quanto più possibile questa macchina ad un pubblico sempre più vasto.

Il gioco è per ora completamente free, e viene distribuito anch'esso dalla Psytronik.

Non perdetevelo!!!

 

 

 

 

 

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